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Una verità universalmente riconosciuta

Alcuni, tra cui Mark Twain, proprio non la sopportano; altri, tra cui la sottoscritta, la adorano. Fatto sta che la cara Jane Austen, ribattezzata zia Jane, non lascia mai indifferenti. Ma se pensate che stia per propinarvi l'ennesima recensione su Orgoglio e Pregiudizio in cui vengono sciorinati in termini entusiasti lo spessore intellettuale di Elizabeth e la bontà di Darcy...vi sbagliate! Inutile dire che si, ho letto il libro, o meglio i libri, e proprio non mi capacitavo come le sue storie potessero essere ristrette in poco più di 250 pagine quindi...che cosa ho fatto? beh semplice. Ho cercato il seguito! Aspettate...con calma. Non un seguito qualunque. Visto che le proposte editoriali sembrano piuttosto prolifiche in tal senso ho ritenuto opportuno fare una dovuta scrematura. Per intenderci la versione zombie di Darcy e Elizabeth non era contemplata da né dal mio portafoglio né tanto meno dalla mia volontà. Ergo in libreria sono passata oltre. Step successivo: la versione intimista. Hanno pubblicato più o meno l'immaginario diario di quasi tutti i personaggi austeniani. TERRIBILI. La riscrittura dei romanzi dal punto di vista di uno dei protagonisti è già abbastanza difficile perché bisogna rendere interessante un racconto che presumibilmente il lettore già conosce, figuriamoci se poi il romanzo in questione è la riscrittura di un testo che ha duecento anni. INFATTIBILE (per lo meno per me). Ergo anche qui sono passata oltre. Ormai scoraggiata stavo abbandonando le ricerche quando scoprii il fantamondo dei gialli austeniani. Difficile apprezzarli: Carrie Bebris ci prova e anche P. D. James. Ma che c'entra poi Jane Austen con i gialli...? bah. Avevo proprio perso le speranze....finché un giorno, curiosando un po' su siti e blog, scovo una piccola agenzia letteraria, Jo March, che pubblica una vera chicca: il primo ufficiale seguito dei romanzi di Jane Austen. O meglio, non proprio ufficiale...quasi. Per farla breve circa un secolo dopo la morte della nostra cara zia Jane, una giovane fanciulla di aspirazioni letterarie e amante dei suoi romanzi, Sybil G. Brinton, pubblica nel 1913 presso un editore di Londra, Holden & Hardingham, l'unica sua opera, Vecchi amici e nuovi amori: un romanzo annunciato con particolare entusiasmo dalla critica dell'epoca e che di fatto si pone come il primo di una serie di sequel, più o meno fortunati.
Per tutti coloro che hanno divorato, senza l'imperiosa minaccia degli insegnanti di inglese, i libri di Jane Austen questo romanzo è semplicemente perfetto. Perchè? Perchè il suo punto di forza sta nel fatto che questo non si pone come un vero sequel dei romanzi, ma più come un nuovo capitolo. Infatti, protagonisti della storia, non sono Elizabeht, Anne o Emma, che sì appaiono, ma restano di contorno ai fatti fondamentali, quanto tutti quei personaggi che nei romanzi austeniani non avevano trovato una svolta o un lieto fine. Veniamo a conoscenza di come sono i andati matrimoni delle sorelle Bennet e le loro amicizie con i coniugi Ferrars o Wentworth ma anche le nuove storie di William Price, Georgiana, Mrs Crawford e le sventure dei Lucy Steele, ritroviamo i cicalecci di Mrs Jennings e le ire di Lady de Bourgh. Per chi adora questo mondo, sfogliare le pagine di questo libro è come ritrovarsi tra vecchi amici che non si sentiva da tempo e scoprire che fine hanno fatto. Inoltre, la giovane Sibil aveva fatto davvero le cose per bene, raccogliendo dalle testimonianze del nipote della Austen le indicazioni che la scrittrice aveva fatto trapelare per eventuali spin-off delle storie. Una volta raccolti, aveva intrecciato i destini di tutti i personaggi, inventando nuove connessioni tra personaggi di Orgoglio e Pregiudizio e Northanger Abbey, Ragione e Sentimento, Emma e Persuasione. Ma visto che sono perfida e che spero grandemente di avervi instillato almeno un po' di curiosità, non allegherò la trama del romanzo, in quanto lascio a voi la gioia di scoprire i nessi tra i romanzi. Mi limito solo a dire che, nel caso non si fosse capito, questo romanzo merita davvero la pena di essere letto. vanta una scrittura scorrevole e una penna che riprende in maniera eccezionale la sensibilità e la conoscenza dell'animo umano tipica di Jane Austen.

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